Matteo Binda's blog

Gallerie

Gantrisch

by Teo on Oct.19, 2007, under Gallerie

Foto scattata a Gantrisch, una regione montana della Svizzera centrale, nel canton Friborgo.

Gantrisch

Luzern Puzzle Romont Lucens Barrage de Charmey Qualche minuto prima Berna di notte Magdalena Hermitage Inquietante
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Chi va via…

by Teo on Sep.23, 2007, under Gallerie

…perde il posto all’osteria!
Il padrone è ritornato
e il posto va ridato.

Matteo Binda Matisse

Ma pensa te se uno va via due minuti e nel frattempo qualcun altro gli ciula il posto sul pouf morbido morbido!

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Buongioooooooorno autunno!

by Teo on Sep.21, 2007, under Gallerie

Oggi è il primo giorno d’autunno, finalmente!

(sí lo so che tra un po’ rimpiangeró l’estate… -.- )

matteo binda autunno

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Poponi

by Teo on May.22, 2007, under Gallerie

Scatto domenicale, sono i polpastrelli di Pedro, uno dei due orsi della Bärengraben di Berna.

Matteo Binda polpastrelli Bärengraben Bern Berna

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Avenches

by Teo on Mar.02, 2007, under Gallerie

Avenches è un piccolo paesino a nord del canton Vaud, situato tra Friburgo e il lago di Murten.
L’ho intravisto dall’autostrada mentre tornavo da Berna, ho imboccato la prima uscita e ho scattato una foto molto frettolosamente:

matteobinda Avenches Matteo Binda

Qua una versione meno francobollosa:
http://www.matteobinda.com/images/Blog/avenches_grande.jpg

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Buon San. Valentino ^^

by Teo on Feb.14, 2007, under Gallerie

Lo so, lo so, non sono solito fare queste cose, è solo per farvi vedere la foto che ho fatto…

matteo binda san valentino

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Lomografie

by Teo on Jan.09, 2007, under Gallerie

matteo binda lomo lomografia

Qualche giorno fa mi è capitata per le mani una lomo (grazie Gnoky).
Per chi non lo sapesse la lomo è una macchinetta fotografica un po’ particolare. Funziona con un rullino standard da 35mm, ma ha ben quattro obiettivi e, ovviamente, quattro otturatori che scattano in sequenza impressionando il fotogramma altrettante volte.

Va utilizzata solo in esterni, con un rullino piuttosto sensibile (400 ISO) e in pieno sole, adatta per lo piú per soggetti in movimento. Purtroppo in questo periodo il sole scarseggia un po’, quindi le foto sono venute un po’ scure anche se mantengono un certo fascino.

matteo binda lomo lomografia

matteo binda lomo lomografia

matteo binda lomo lomografia

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Auguri a tutti

by Teo on Dec.31, 2006, under Gallerie

Il mio 2006 si è concluso splendidamente.

Ultimo tramonto 2006

Auguro a tutti un bellissimo 2007, pieno di soprese e positività!

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Pozzo e Busatica

by Teo on Oct.24, 2006, under Gallerie

Due paesini minuscoli, sperduti nel silenzio delle colline della Lunigiana. Anticamente le case venivano costruite prendendo i sassi dal letto del fiume Magra. Pesano ovviamente, ma la gente se li portava uno dopo l’altro, in spalla o sulla groppa di un asino. Oggi queste persone non ci sono piú, le case vengono comprate da stranieri e ristrutturate, ma i sassi sono ancora lí, a volte nascosti, ma sempre indistruttibili.

Mulazzo Pozzo Busatica Pozzo - particolare
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Berlino

by Teo on Sep.14, 2006, under Gallerie

Siamo partiti da Ginevra sabato pomeriggio, EasyJet impiega un’ora e mezza piú un’altra ora di ritardo per portarci fino a Schoenefeld, uno dei tre aeroporti di Berlino. Atterriamo, è già buio, complici le nuvole e quella pioggerellina fine fine, tipica di ottobre e novembre, molto fastidiosa. I controlli sono molto accurati, e lunghi, tanto che quando arriviamo nella hall i bagagli sono già arrivati. Non abbiamo la minima idea di dove andare a prendere il bus, ma è semplice, è tutto indicato, basta seguire una strada coperta in un prato, e arriviamo alla stazione. Prendiamo l’S9 per Pankow, una mezzoretta, un cambio alla stazione di Alexanderplatz e arriviamo a Eberwalder Straße, lí vicino c’è l’Alcatraz, il nostro ostello. Ci accoglie un tizio un po’ scazzato, ci chiede se possiamo aspettare cinque minuti che finisce il suo kebab, poi mi fa compilare un modulo, mi dà la chiave e mi dice che la stanza è al quarto piano. Maledizione, niente ascensore, cinque piani (lí contano anche il piano zero) con la valigia in spalla, in compenso la stanza è carina, piccola, ma sufficiente per tre notti, il bagno è sul piano ed in comune con un’altra stanza. Qualche minuto per riprendere fiato, e subito ci fiondiamo in strada, è tardi, ma abbiamo voglia di vedere Berlino. Facciamo due passi in Schonhauser Allee, piena di giovani a piedi e in bicicletta, e rimaniamo stupiti nel vedere quante schifezze mangiano questi tedeschi, e a quali prezzi. Ci viene voglia di una birra, entriamo in un pub carino e ordiniamo due scure che arrivano poco dopo con tre dita di densa schiuma. La mia non ha nemmeno toccato il tavolo, ero assetato, e ne ordino una seconda. Non ci mette nemmeno tanto ad arriare alla testa, facciamo due chiacchiere, osserviamo le fotografie saffiche appese al muro, e ce ne andiamo a dormire.

Sveglia presto, alle 9.00 del mattino siamo già in strada. E’ domenica mattina, e non c’è anima viva. Abbiamo entrambi un leggero senso di nausea a causa dello stomaco vuoto, ma è tutto chiuso. Finalmente scendendo lungo Schonhauser Allee in direzione di Alexanderplatz, troviamo un bar, dove ci spariamo cappuccino e croissant. Riprendiamo a camminare, fa freddo accidenti, e non ho la giacca, solo un maglione. La giornata tra l’altro non promette bene, mi ricordava esattamente un anno prima, quando ero a Leuven e quando stavo per partire. Freddo umido, e il tempo che poteva cambiare da un momento all’altro. Continuiamo a camminare, consultiamo la cartina, e vediamo che nelle vicinanze c’è un cimitero ebraico, già che ci siamo ci piacerebbe visitarlo, ma è chiuso durante i giorni di festa. Che sfiga! Ci accontentiamo solamente di vederlo attraverso le sbarre di recinzione. Poco distante c’è una chiesa evangelica, molto carina. E’ ancora chiusa, ma c’è un uomo che passeggia nel cortiletto interno, ci vede e si avvicina sorridente, ci saluta, ma non parla inglese. In qualche modo riusciamo a comunicare, ci chiede da dove veniamo, e ci dice che poco distante c’è una chiesa cattolica. Giusto il tempo di fare un paio di scatti, e riprendiamo la marcia.
Ci vuole un’ora scarsa per arrivare in Alexanderplatz, le nuvole sono basse e fitte, tanto che la punta del Fernsehturm appare e scompare come un fantasma. Ci fermiamo velocemente ad osservare quello che c’è nei dintorni, come ad esempio St. Marienkirche, il Rote Rathaus (coperto per lavori) e il senato. Passeggiata d’obbligo Unter den Linden fino ad arrivare ad una chiesetta carina, Nikolaikirche, a due passi dal Duomo di Berlino. Un paio di scatti, e una sosta obbligata già che un filo di sole riesce a scaldare le ossa:

Berlino duomo berlin dom matteo binda matteobinda

Proseguiamo lungo il viale pieno di turisti facendo piccole pause dove necessario, ovvero al Memoriale ai Caduti e presso uno strano monumento in onore di diversi scrittori e letterati tedeschi. Seguiamo il gradiente di turisti, fino ad arrivare alla celebre Porta di Brandeburgo. Mi ricordo di quelle foto che la mostravano completamente distrutta solo sessanta anni fa, e mi scende un brivido per la schiena, è stata una fortuna che i berlinesi conservassero gli stampi originali della quadriglia.

Brandeburg Tor Berlin porta brandeburgo Berlino Matteo Binda matteobinda

Dietro la porta stanno allestendo una manifestazione per skaters, la curiosità ci spinge, ma l’allestimento è ancora in alto mare, quindi deviamo all’interno del parco e ci riposiamo un po’ su una panchina. Siamo veramente stanchi, ma le cose da vedere sono ancora molte. Camminiamo fino a Potsdamer Platz e, nasi in aria, osserviamo la parte piú moderna di Berlino. I tre maestosi grattacieli sovrastano la cupola del Sony Center, avevo visto delle interessanti foto notturne, decidiamo quindi di cercare un posto per pranzare e di tornare in Potsdamer Platz sul calar della sera. Controlliamo sulla cartina, a due passi c’è il Checkpoint Charlie, ex valico di frontiera sulla Friedrichstraße che divideva il settore americano da quello sovietico. Del muro piú nessuna traccia, solo alcune fotografie esposte lungo la strada.

Checkpoint Charlie Berlin Berlino Matteo Binda matteobinda

Un acquazzone improvviso ci costringe ad entrare in un fast food, poco male, siamo affamati, ci sediamo ad un tavolo e ordiniamo due kebab. Ci prendiamo un po’ di tempo, i piedi iniziano a fare veramente male, la mappa dice che abbiamo fatto circa 8 chilometri. Osserviamo bene, nelle immediate vicinanze c’è il museo ebraico (Judisches Museum), quindi dopo l’abbondante rifocillamento andiamo a vederlo. Rimaniamo subito colpiti dalla strana architettura dell’edificio, Daniel Libeskind, esponente del decostruttivismo, è l’architetto polacco che l’ha costruito e non ha certo dimenticato di ricreare le angoscianti sensazioni che hanno vissuto gli ebrei deportati durante il loro esilio forzato, come i suoi genitori. A mio avviso la parte piú interessante è il piano terra, con la torre dell’olocausto e il giardino dell’esilio con le 49 colonne, il resto è una meno interessante esposizione di oggetti, documenti e fotografie legati al mondo ebraico. Per noi, due ore nel Judisches Museum sono piú che abbondanti, usciamo alle 16.30 con le gambe a pezzi e decidiamo di tornare in metropolitana all’ostello per farci una doccia e riposarci un poco.

Judisches Museum Berlin Museo Ebraico Berlino Matteo Binda matteobinda

Tra una cosa e l’altra torniamo in strada che è quasi ora di cena, e decidiamo di percorrere Schonhauser Allee verso nord, alla ricerca della Gethsemanekirche segnata sulla cartina. Camminando ci accorgiamo che questa via è disseminata di fast food e ristorantini interessanti. Per questa volta ci riaccontentiamo di un altro kebab, con la promessa di provare al piú presto il sushi al ristorante giapponese. La stanchezza è molta, facciamo un breve giro nel quartiere che si popola sempre piú di vita notturna e torniamo in camera.

Lunedí, il tempo ci premia con una giornata di sole. Ci alziamo alla solita ora, mentre consumiamo una piccola colazione acquistata al supermercato vicino discutiamo sul possibile giro della giornata. Compriamo quindi un utilissimo abbonamento giurnaliero per i mezzi, 6 euro. Spostarsi in metropolitana è tutt’altra cosa, in meno di venti minuti siamo alla fermata Friedrichstraße, vicino al Reichstag. La fila per entrare è abbastanza lunga, ma ormai mi sono incapponito e rimaniamo. Dopo un’ora abbondante ci fanno entrare, il security check è altrettanto lungo, soprattutto perchè certi genialoidi si dimenticano nelle tasche degli oggetti di ferro e costringono i tre polizziotti di numero a perquisirli “alla americana”. Un ascensore ci porta velocemente sul tetto dove possiamo ammirare, oltre al panorama di Berlino, la famosa cupola trasparente e la scala a spirale che conduce fino alla sua sommità. Complice la colonna centrale ricoperta di specchi, tutto risplende di una strana luce blu, proprio come avevo visto in alcune fotografie. Inoltre, in cerchio, sono disposte molte fotografie storiche che mostrano le prime della riunificazione della Germania.

Reichstag Berlin Berlino Matteo Binda matteobinda

Quasi per caso scopriamo che il Monumento alle vittime della shoà è nelle immediate vicinanze del Reichstag, perchè non visitarlo? Impressionante, sinceramente non me lo immaginavo cosí vasto, all’interno è quasi come un labirinto, tanto che ci siamo persi ritrovandoci poi dall’altra parte, dove troviamo dei piccoli ristoranti self service carini che vendono la specialità di Berlino: il Berliner Currywurst. Finalmente, era una vita che volevo assaggiarlo. Devo dire peró che sono rimasto un po’ deluso, è un normalissimo wurstel fritto che naviga allegramente in una vaschetta di ketchup, ricoperto di curry macinato e peperoncino, buono, ma nulla di straordinariamente eclatante. Scende benissimo se accompagnato da buona birra.

Shoà monument monumento berlin berlino matteo binda matteobinda

Piccola pausa e torniamo sui nostri passi, la prossima destinazione è la sinagoga. Prendendo la metropolitana alla fermata di Unter den Linden colgo l’occasione per fare un paio di fotografie alla Porta di Brandeburgo col sole. La sinagoga è un edificio molto splendente e decorato, ma non si capisce come poter entrare. Proviamo da una porta, ma veniamo fermati da una guardia dal fare incazzoso, proviamo da quell’altra e una guida ci viene incontro, ci ferma e ci chiede di che nazionalità siamo. Alla risposta “italiana” sgrana leggermente gli occhi, sembra imbarazzato, ci dice che secondo lui non ci conviene entrare, che costa tanto, e che sicuramente non ce ne intendiamo abbastanza di cultura ebraica per apprezzare le ricchezze esposte. Insomma, lo ringrazio perchè magari avrei buttato via tempo e soldi, ma questo comportamento mi ha destato qualche sospetto. Se apprezzi veramente la tua cultura, non saresti contento di condividerla con altri che non la conoscono? Poco male, leggiamo che nelle vicinanze c’è la casa del drammaturgo Bertolt Brecht, andiamo a vederla incuriositi, ma nulla di che, inoltre era pure chiusa al pubblico. Ci dirigiamo quindi verso la metropolitana, per andare a visitare un altro pezzo forte della città: la Gedächtniskirche. Certe cose hanno un fascino completamente diverso se viste dal vivo, la sensazione è strana, è la prima volta che vedo dal vivo un segno tangibile della guerra…la chiesa è stata quasi totalmente distrutta, è rimasta solo la torre campanaria chiamata “il dente cavo”. Si è pensato a lungo se demolirla totalmente o no, e alla fine fu tenuta come testimonianza degli orrori della guerra.

Gedächtniskirche Berlin berlino matteo binda matteobinda

Accanto, il battistero è stato ricostruito in stile moderno, l’interno è spettacolare, il colore freddo delle vetrate contrasta perfettamente con l’arancione caldo emanato dal Cristo in croce.
Accanto a questi monumenti storici c’è l’altrettanto storico zoo di Berlino. Dopo aver ponderato un po’ di cose decidiamo di visitarlo anche se vedere gli animali in gabbia dispiace non poco. Di norma mi dico che se un animale in gabbia sta bene “è un male” minore, ma sinceramente mi ha rattristato vedere gli orsi e le tigri passeggiare compulsivamente e nervosamente avanti e indietro, seguendo sempre lo stesso tragitto. No, forse questo è un po’ troppo oltre…
Lo zoo è bello grande, visitarlo per intero potrebbe portare via una giornata intera, quando usciamo sono le 19.00, sta per fare buio, e ci dirigiamo verso Potsdamer Platz, per vederla illuminata. Abbiamo dovuto aspettare non poco, ma ne è valsa la pena visto che nel frattempo ci siamo anche un po’ rilassati.

sony center berlin berlino matteo binda matteobinda

Ritorniamo all’ostello alle 21.00 passate, e abbiamo un ultimo problema da risolvere: la cena. Basta carne, abbuffata di sushi al giapponese e poi nanna.

Martedí, è già ora di ripartire. Due giorni non sono abbastanza, abbiamo tante altre cose da vedere tra cui il muro ancora in piedi a Bernauerpark e il duomo francese e tedesco. Problema: piove mica male e fa un freddo cane. Soluzione: ce ne freghiamo e andiamo lo stesso con l’unico inconveniente che non ho potuto fare foto. Visita veloce al muro completamente tappezzato di murales, torniamo a prendere le valige e pianifichiamo il complicato giro in metropolitana (con un biglietto non è possibile tornare indietro) che ci permetterà di fare una sosta per vedere il Duomo Francese e il Duomo Tedesco, e di continuare poi fino all’aeroporto previa sosta per un ultimo kebab.

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