Il punto di vista del cliente
by Teo on Dec.15, 2008, under Teo's world
Poco piú di un anno fa io e mia moglie abbiamo aperto un conto presso il Credit Suisse. L’intenzione era semplicemente quella di investire i risparmi in qualche titolo sicuro, nulla di piú.
Subitissimo facciamo presente alla banca che non sappiamo assolutamente nulla riguardo il mercato finanziario, quindi ci viene affiancata una consulente che aveva il compito di seguirci nella scelta di qualche prodotto compatibile col nostro profilo. La nostra scelta (per fortuna) è stata quella di diversificare il capitale in diversi investimenti, e l’intenzione era quella di destinarne una parte per un investimento un pochino piú rischioso, e il resto ripartirlo in investimenti sicuri, come ad esempio obbligazioni.
Ed è proprio questo che abbiamo chiesto alla nostra consulente, abbiamo ancora la mail che abbiamo mandato: “Buongiorno, vorremmo investire 14000.- CHF in titoli sicuri come ad esempio delle obbligazioni, cosa ci consiglia?”. La risposta (anche questa fortunatamente conservata) arriva subitissimo: “Abbiamo l’Opportunity Note, 100% protetto”. In allegato c’è un PDF in tedesco in cui viene illustrato il prodotto e, complice la nostra totale inesperienza, non ci accorgiamo nemmeno che non si tratta di un’obbligazione, ma di un prodotto strutturato. Ci studiamo il prospetto con calma, vediamo come funziona questo prodotto, leggiamo la casellina dei rischi associati ed effettivamente il prodotto sembra sicuro, nella peggiore delle ipotesi (non sto qua a spiegare perchè facciamo notte) non avremmo avuto diritto al rimborso minimo. Ok, accettiamo di buttarci dentro quei soldi e buona notte, sonni tranquilli.
Invece no. Il 17 settembre la consulente ci chiama e ci dice “Non so se avete sentito, ma la Lehman Brothers è fallita lunedí, è in Chapter 11. Quindi…hem…coff coff…hem…il vostro investimento che era garantito dalla Lehman…ecco…c’è la possibilità di perdere tutti i soldi”. Lí per lí la notizia ci ha colto veramente impreparati. Avevamo sentito che la Lehman era fallita, ma assolutamente non sapevamo che il nostro investimento era in effetti un prodotto emesso e garantito da Lehman Brothers. Andiamo quindi a controllare, e, ovviamente, la banca ha ragione. Il prospetto indica a caratteri cubitali CREDIT SUISSE, ma nelle varie voci c’è un bellissimo “Issuer: Lehman Brothers, NY”.
Sticazzi, lí per lí non c’abbiamo dormito per qualche notte, poi è iniziato a partire un sentimento di rassegnazione e di rimprovero verso noi stessi, ma poi abbiamo iniziato ad informarci e a sentire voci che non hanno fatto altro che rialzare le nostre speranze. Nel frattempo un sacco di altre cose:
1. a quanto pare non eravamo gli unici, moltissime persone si sono ritrovate nella nostra stessa situazione da un giorno all’altro senza sapere perchè e come;
2. la FRC (Federazione Romanda dei Consumatori http://www.frc.ch ) si è resa disponibile a rappresentare in qualche modo la gente danneggiata;
3. il Credit Suisse ha iniziato ad elargire rimborsi senza nessuna logica. Rimborsi parziali eh…a chi aveva investito piú del 50% del proprio capitale in quell’investimento (noi non c’eravamo dentro);
4. la nostra consulente ci scrive e ci dice che lei sta provando a convincere chi di competenza tramite comunicazioni interne (senza volerci fornire nessuna prova, ovviamente) a farci avere un rimborso ma che giuridicamente il Credit Suisse non ha fatto nulla di sbagliato.
E su questo ultimo punto, soprattutto grazie a quanto riportato dall’avvocato Tuto Rossi nel suo blog (http://tutorossi.wordpress.com/ ), abbiamo diversi dubbi.
Prima di tutto esistono delle leggi federali ben precise che regolamentano la compravendita di questi prodotti. In particolare in base all’articolo 11 della Legge Federale sulle Borse e sul Commercio dei Titoli Mobiliari, la banca deve tenere conto dell’esperienza del cliente e delle loro conoscenze sui prodotti finanziari, in particolare la banca ha il dovere di informare correttamente tutti i clienti sui rischi di tutti i prodotti. Considerando quindi che l’Opportunity Note è un prodotto destinato esclusivamente ad investitori esperti (e non piccoli risparmiatori) chi chiediamo perchè sia finito nelle nostre tasche, e perchè ci è stato presentato (è da ricordare, solo ed esclusivamente tramite mail) come “100% protetto” senza alcun riferimento esplicito a Lehman Brothers e al fatto che (nonostante ai tempi fosse un’opzione molto motlo improbabile) sarebbe potuta fallire.
Ma non è finita qui, in base all’articolo 23 sulla Legge Federale delle Obbligazioni, il contratto non obbliga colui che vi fu indotto da errore essenziale. Ovvero, visto che la nostra consulente ci ha venduto questo prodotto come “100% protetto” (stessa cosa che poi è scritta sui prospetti per i clienti) noi possiamo chiedere la recessione del contratto.
Andiamo anche oltre. Non solo la banca non è piú “protetta” giuridicamente (come dice la nostra consulente) a questo punto, ma sta facendo una grandissima figura di merda a livello nazionale. Quello che emerge è che molto probabilmente il Credit Suisse abbia voluto sbolognare questi prodotti a chiunque, visto che la crisi era alle porte, si è parato con un’assicurazione contro il fallimento della Lehman, non ha informato correttamente diversi clienti sulla natura dei prodotti offerti, e non ha consigliato ai clienti (come invece è stato fatto da altre banche) di vendere questi prodotti visto che la Lehman ha iniziato a dare sconcertanti segnali di cedimento a partire da Luglio 2008.
Le televisioni hanno iniziato a parlarne, io stesso sono stato intervistato da Patti Chiari (http://www3.rtsi.ch/pattichiari/node/809 ), e altre persone hanno lasciato delle testimonianze molto piú agghiaccianti della mia. La FRC ha nominato un avvocato per iniziare una sorta di class action verso il Credit Suisse contando circa 1000 aderenti.
Ma il Credit Suisse come reagisce? Questa è la parte piú vomitevole della storia. Il Credit Suisse si è reso disponibile di rappresentare i propri clienti nella procedura fallimentare di Lehman Brothers. La cosa fa alquanto ridere perchè le procedure fallimentare durano anni e hanno costi esagerati. Inoltre, come detto precedentemente, la banca ha iniziato a rimborsare alcuni clienti senza alcuna logica. Messo alle strette ha detto che avrebbe esaminato caso per caso, quindi, pur iscrivendoci alla FRC abbiamo deciso di provare il contatto diretto con la banca. Abbiamo quindi mandato una letterona spiegando con calma tutti i nostri punti e, dopo qualche settimana di attesa, abbiamo ricevuto una telefonata da una persona che non abbiamo mai visto o sentito nominare prima, la quale a nome del Credit Suisse ci ha proposto un rimborso del 60%. Non ci ha saputo dire perchè solo il 60%, ma la scadenza per accettare è stata fissata per il 22 dicembre (solitamente davano 5 giorni di tempo). Abbiamo chiesto piú volte che questo fosse messo per iscritto, ma non c’è stato verso, dopo tutto quello che abbiamo passato dobbiamo ancora fidarci sulla parola data dalla banca. Pazzesco. Abbiamo quindi mandato NOI una lettera alla signora, ringraziandola per la proposta del 60% e chiedendo una proroga per un’attenta valutazione dell’offerta con l’aiuto del difensore civico Ombudsman. E vediamo cosa salta fuori. Perchè di questa mossa? Semplicemente perchè pensiamo che sia giusto avere un rimborso del 100%, molte persone tra giuristi, avvocati e lo stesso Ombusdman, hanno visto la nostra storia e si sono espressi in nostro favore. Questo non dimostra nulla, ma come sempre, ci dà qualche speranza in piú e visto che non abbiamo nulla da perderci tentiamo questa strada. Speriamo si arrivi presto alla fine…











